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Trasparenza

Come trattiamo i dati dei candidati

Questa pagina è per chi valuta se lavorare con noi e per chi si sta candidando. Non contiene ragionamenti giuridici: solo cose che facciamo, dette in modo verificabile. Il documento completo è l'informativa per i candidati.

  • 01

    Non chiediamo il consenso dove non serve

    Valutare una candidatura si fonda sulle misure precontrattuali, non sul consenso: chiedere un consenso a chi sta cercando lavoro produrrebbe un sì che non è libero. Il consenso lo chiediamo solo dove è davvero una scelta, cioè per il test di orientamento e per la registrazione dei colloqui.

  • 02

    Teniamo i profili quarantotto mesi, e li cancelliamo davvero

    Il termine decorre dall'ultimo contatto utile e riparte a ogni interazione documentata. I profili che nessuno tocca scadono da soli, e l'estrazione dei profili scaduti è trimestrale con un responsabile nominato. Un termine dichiarato e non eseguito sarebbe peggio di un termine lungo.

  • 03

    Decidono le persone

    Screening, valutazione e decisioni sono di persone. Non usiamo punteggi automatici, classificazioni o ordinamenti dei candidati, generati da intelligenza artificiale o da altro. Nessuno è sottoposto a decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato.

  • 04

    L'intelligenza artificiale scrive, non valuta

    La usiamo per sintetizzare curriculum e trascrizioni mentre prepariamo la scheda del profilo. Ogni sintesi è riletta, corretta e integrata da una persona prima di uscire. È una differenza di ruolo, non di intensità: l'AI non entra nel merito della valutazione.

  • 05

    Al cliente non arrivano punteggi

    Il test di orientamento restituisce una descrizione delle preferenze professionali, mai scale, percentili o etichette di personalità, e mai le risposte alle singole domande, che non vede nessuno. All'azienda cliente arriva la scheda che scriviamo noi, mai la registrazione di un colloquio e mai la sua trascrizione.

  • 06

    Presentiamo un profilo solo dopo averlo detto alla persona

    Prima di mandare un profilo a un'azienda informiamo il candidato e gli diciamo di quale azienda si tratta. Da quel momento l'azienda cliente è titolare autonomo del trattamento e deve fornire la propria informativa.

  • 07

    Quando cerchiamo qualcuno, ci diamo dei limiti

    Consultiamo solo canali di natura professionale, e solo per informazioni collegate alle competenze richieste dalla posizione: mai profili social personali, mai illeciti disciplinari o procedimenti giudiziari. Le referenze le chiediamo solo con l'autorizzazione esplicita della persona. Chi non è interessato viene cancellato, e chi ci chiede di non essere ricontattato non lo sarà nemmeno da ricerche future.

  • 08

    Non chiediamo quanto guadagni oggi

    Il D.lgs 96/2026 vieta di chiedere al candidato la retribuzione attuale o passata, e il divieto si applica direttamente a chi svolge la selezione per conto di un'azienda. Chiediamo l'aspettativa retributiva, mai lo storico, e non lo chiediamo nemmeno per conto di un cliente che ce lo domandasse.

  • 09

    Non teniamo dati che non ci servono

    Chiediamo di non inserire nel curriculum dati su salute, convinzioni religiose o politiche, appartenenza sindacale, origine o vita sessuale. Se arrivano lo stesso non li valutiamo, non li comunichiamo e, dove è possibile isolarli, li rimuoviamo prima di archiviare.

Se vi servono i documenti. Registro delle attività di trattamento, valutazioni di bilanciamento sui trattamenti fondati sul legittimo interesse, valutazione sulla non necessità del responsabile della protezione dei dati, nomine dei responsabili: li mandiamo su richiesta, nella versione in vigore e con la sua data. Scrivete a info@talenty.green.